Quando hanno tassato...

Paladini • 19 febbraio 2013

Quando hanno tassato i grossi patrimoni

sono rimasto in silenzio perché non ne avevo

Quando hanno tassato le imbarcazioni

sono rimasto in silenzio perché non avevo una barca

Quando hanno tassato le ville

sono rimasto in silenzio perché non avevo una grande casa

Quando hanno tassato le SuperCar

sono rimasto in silenzio perché non avevo una macchina di grossa cilindrata

Quando hanno tassato ogni macchina

sono rimasto in silenzio perché avevo solo un vecchio scooter

Quando hanno tassato le bibite gassate

sono rimasti in silenzio perché a me la CocaCola non piaceva

Quando hanno tassato le fabbriche

sono rimasto in silenzio perché io ero contro i padroni

Quando hanno tassato il mio datore di lavoro

e l’hanno costretto a chiudere

non c’era più nessuno che mi offrisse un lavoro

non c’era più nessuno che aprisse un azienda

non c’era più nessuno che facesse impresa

non c’era più nessuno che avesse soldi per pagare le tasse

Quando hanno tassato la mia vecchia bicicletta

ho solo pianto perché non avevo più una bicicletta

non avevo più nulla, nemmeno una vita!

Autore: Paladini 27 agosto 2025
Difendere e valorizzare l’aeroporto “Galilei” di Pisa significa difendere non solo un’infrastruttura locale, ma il futuro dell’intera Toscana.
Autore: Paladini 25 agosto 2025
In questi giorni abbiamo letto delle proposte di Alleanza Verdi Sinistra (AVS) e del Movimento 5 Stelle , presentate a livello nazionale e difese anche in Toscana, che vorrebbero stravolgere il regime venatorio con misure punitive verso chi pratica la caccia in maniera legittima e regolamentata. Tra queste: ridurre la durata della licenza di porto d’armi da 5 a 3 anni , con rinnovo annuale dopo i 60 o 65 anni; vietare il rinnovo oltre i 70 o 75 anni , impedendo così a migliaia di persone di esercitare la loro passione dopo una vita di contributi; alzare l’età minima per conseguire la licenza a 21 anni ; ridurre le giornate di caccia a non più di due alla settimana , includendo la domenica come giorno di silenzio venatorio; accorciare la stagione di caccia e vietare strumenti tradizionali come i richiami vivi. Proposte che non hanno nulla a che vedere con la sicurezza o con la tutela ambientale, ma che rispondono a una logica ideologica e punitiva .
Autore: Paladini 22 agosto 2025
Lorenzo Paladini, candidato al Consiglio regionale per Forza Italia, smonta punto per punto l’accordo PD–M5S–AVS: “Non sviluppo, ma assistenzialismo e tasse occulte. Ai cittadini 1.600 euro di conto per un reddito di cittadinanza regionale che non crea lavoro”.
Autore: lorenzopaladini 20 agosto 2025
Ho deciso di accettare la candidatura al Consiglio regionale della Toscana con Forza Italia. È stata una scelta che nasce dal senso di responsabilità verso la mia comunità e dal desiderio di portare in Regione una visione diversa: liberale, pragmatica, concreta. Non mi accontento di una Toscana che resta ferma. Io voglio una Toscana che torni a correre.
20 luglio 2020
Prendo spunto da una riflessione di Marco Faraci che credo meriti di essere analizzata e presa nella dovuta considerazione.
Autore: Paladini 17 dicembre 2012
Nel centrodestra si fa un gran parlare di nomi, liste, alleanze, accordi e disaccordi, di porte aperte e porte chiuse. Si a un gran parlare di spread, di reazione dei mercati e di parlamento europeo. Si fa un gran parlare di Monti, di candidati, di premier e di legge elettorale. L’unica cosa di cui non si parla è di politica, di contenuti, di proposte, di programmi. Non mi sono esaltato per la discesa in campo della Meloni e non mi esalterò per il ritorno di Berlusconi, per l’arrivo di Crosetto, per l’annunciata candidatura di Giannino o per le formattazioni di Cattaneo. Voglio vedere su quali basi il centrodestra ha intenzione di opporsi al ticket Bersani-Vendola, quale sarà la ricetta per uscire dalla crisi, quale sarà il modo per rilanciare l’economia, quale sarà il programma politico che permetterà all’Italia di riproporsi con orgoglio nel dibattito internazionale. Poco importa se ci sarà il PdL, Forza Italia o uno spacchettamento buono solo ad assegnare qualche poltrona e ad accontentare qualche pseudo ribelle. Il nome che si porrà a capo della coalizione che si opporrà a Bersani è marginale, se non in termini di mero consenso. Gli argomenti e i contenuti, i programmi e le proposte, ritengo che siano prioritari e imprescindibili. Aliquote fiscali, IVA, debito pubblico, rapporti internazionali, pubblica amministrazione, riassetto delle provincie, relazioni con le aziende pubbliche, riforma istituzionale, trasparenza della politica, giustizia e sanità, istruzione. Questi sono i temi che vorrei fossero al primo piano dell’agenda politica e giornalistica. La politica non può più farsi dettare i temi e i tempi dalle esigenze di vendita dei giornali o dalla volatilità dei mercati internazionali che sono cosa ben diversa e separata dal mercato. Ho sempre visto nella politica una forma d’arte e l’ho sempre vissuta con spirito di servizio. La politica deve adoperarsi per la società, essere al servizio della nazione e non porre essa al suo servizio, come troppo spesso è stato fatto in questi anni giustificando il crescente clima di antipolitica. Compito della politica e di coloro che vogliono impegnarvisi è riavvicinare i cittadini a quel sentimento di servizio, d’interesse e di partecipazione, rimettere al centro del dibattito e dell’agire l’individuo e non i personalismi e gli interessi. Tutto ciò non può essere fatto se non partendo da un’analisi e da una profonda autocritica. Sintetizzando l’Italia necessita di molta più policy e molta meno politics. Silvio Berlusconi, imprenditore, prima che politico, ha denunciato per primo gli interessi partitistici trasversali della politica italiana. Un gioco clientelare che ha messo in ginocchio il paese. Purtroppo non è stato in grado, per colpe sue e di altri, di sovvertire quest’andamento degenerativo. Ora sta a noi raccogliere quell’eredità politica, perché dove lui ha fallito, noi potremmo risultare vincenti. Picasso diceva che “i bravi artisti copiano, i grandi artisti rubano” , noi vogliamo essere grandi artisti e cercheremo quindi di rubare le idee, il carisma, la capacità di accentrare consensi e unire sensibilità diverse.  La strada è tracciata, ora sta a noi, con la forza, le idee e l’entusiasmo dei giovani (mentalmente e non anagraficamente), percorrere quella strada e portare avanti il testimone di libertà che ci fu consegnato.